Coronavirus: sindacati taxi,misure economiche insufficienti 2 mln per pareti divisorie non bastano, meglio per mascherine

ROMA, 18 MAR – “Dobbiamo constatare con profonda amarezza, la sostanziale assenza di misure in favore del settore taxi, nel cosiddetto Decreto Cura Italia, recentemente approvato dal Governo Conte”. È quanto dichiarano in una nota Ugl Taxi, Federtaxi Cisal, Tam, Satam, Claai, Unimpresa, Ati taxi ed Associazione Tutela Legale Taxi.

“Per i lavoratori delle auto bianche, si determina praticamente la possibilità di avere uno spostamento di alcune settimane del versamento dei contributi previdenziali, passando dalla metà di maggio alla fine dello stesso mese, una dovuta interruzione delle rate di mutuo legate all’acquisto della prima casa, nonché scarse misure di agevolazione dell’accesso al credito – spiegano – Se si poi pensa di poter risollevare un settore totalmente messo in ginocchio dal blocco di tutti gli spostamenti legati al mondo del turismo e del lavoro, con un contributo massimo di seicento euro per il mese di marzo, si è su di una strada sbagliata”. “Infine, occorre evidenziare la totale inutilità dello stanziamento di due milioni di euro, destinati all’installazione di pareti divisorie da montare sulle vetture taxi – concludono i sindacati – Tale somma si sarebbe dovuta stanziare invece, in favore dell’acquisto di mascherine e guanti di cui i tassisti, costretti ad adempiere quotidianamente agli obblighi tipici del servizio pubblico, sono totalmente sprovvisti”.

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