COMUNICATO ALLA CATEGORIA

 

Il 22 Giugno 2009 si è tenuta presso il Ministero dei Trasporti la terza riunione del tavolo tecnico.

Ai rappresentanti del tavolo tecnico è stato consegnato un elaborato con le proposte di modifica al cosiddetto decreto milleproroghe.

Ad una attenta lettura il testo delle modifiche appare inadeguato sotto molteplici punti di vista e viene disatteso il principio di legalità faticosamente raggiunto attraverso l’approvazione da parte del Parlamento con il Decreto Milleproroghe.

Il Governo, almeno in questa fase dimostra di non credere né nelle regole né all’efficienza del servizio di trasporto pubblico, proponendo soluzioni inapplicabili che invece di definire e precisare i principi della legge n. 21/92 li mantengono ancora di più sfumati, interpretabili e facilmente aggirabili da operatori poco scrupolosi.

Rincresce che al tavolo tecnico ai ns. rappresentanti non sia stato dato modo di esprimere in maniera compiuta le proprie ragioni illustrandole e motivandole con il necessario concorso tecnico.

Il Ministero ha inteso, invece, anteporre la propria filosofia interpretativa non leggendo nemmeno le proposte avanzate dagli esperti del settore taxi, proposte tutte che andavano nel senso di rendere attuabile il cosiddetto Decreto Milleproporghe così come vicendevolmente tutte le parti si erano impegnate a fare.

La Categoria si rammarica però, in maniera responsabile, anche di alcuni comportamenti assunti da qualche componente del tavolo tecnico, il quale dimentica che si tratta di materia che riveste, oltrechè l’interesse pubblico, anche l’interesse di migliaia di operatori  di tutto il Paese ed esprime in maniera colorita opinioni, sovente sterili e prive di proposte, che rivestono la propria esperienza personale o al di più della propria città.  Se si siede a quel tavolo si deve avere la capacità di sintesi, mediazione, proposta, ascolto, fattori questi che responsabilmente devono portare all’interesse di tutti gli operatori  nel rispetto del servizio pubblico reso. Questo e solo questo deve essere il ns. obiettivo ai fini di una credibilità complessiva della Categoria.

Per tale motivo con ulteriore forza e senza possibilità di equivocare, diciamo NO a tutti quei comportamenti estemporanei assunti da alcune frange minoritarie, che non rappresentano la Categoria e che anche il 22 giugno hanno inteso manifestare, non si capisce bene cosa, con un rumoroso silenzio di idee, davanti al Ministero sbeffeggiando il Ministro e tutti quelli che su questa vicenda tentano almeno di ragionare.

Ricordiamo ai colleghi che il tavolo tecnico da noi chiesto con forza è l’unico luogo atteso da anni nel quale noi possiamo far valere se non le nostre ragioni almeno le nostre idee.

Non dobbiamo sprecare questa occasione per colpa di colleghi che probabilmente non conoscono cosa è successo in questi lunghi anni di applicazione della Legge n. 21/92.

La Legge 21/92 doveva essere la norma regolatrice generale fonte di principio per gli operatori ma soprattutto fonte di principio per le Amministrazioni Pubbliche, Comuni in primis.

Oggi ci troviamo di fronte ad una situazione ingovernabile e ingestibile a causa di Comuni, ma anche di alcune Regioni  che sono venuti meno al loro dovere di programmazione e controllo e sviluppo equilibrato del settore pubblico non di linea. Alcuni Comuni, troppi Comuni, hanno inteso dare una loro versione della” politica della mobilità” attraverso il trasporto pubblico non di linea scambiandola per “politica”  in senso lato rilasciando licenze e autorizzazioni dove non ve ne era assolutamente la necessità. Sono stati omessi controlli, anche di semplice tipo documentale, e nemmeno sono stati presi in considerazioni dati oggettivi di natura economica per stabilire se un dato territorio era in grado o meno di avere un  livello di sviluppo tale da giustificare la sostenibilità di tali tipi di  attività. In tutto questo, a fronte di una crisi che ormai sta colpendo il settore in maniera forte e significativa sta tentando di intervenire il governo.

Per queste ragioni non dobbiamo in alcun modo dare la possibilità di pensare o agire in maniera tale che qualcuno di noi voglia chiudere questo importante canale di dialogo e proposta dato dal tavolo tecnico.

La vicenda “milleproroghe” ha dato tale possibilità, forzando la mano, e costringendo tutti gli attori ad affrontare una situazione in alcune realtà ormai fuori controllo.

Di fronte ad alcuni comuni ed ad alcune  regioni che sono venuti meno a principi  di decentramento e sussidiarietà tanto sbandierati ma scarsamente attuati non ci resta che tentare attraverso alcune  chiare regole di stabilire in maniera netta ed inequivocabile cosa si intende per:

·          “prenotazioni di trasporto”,

·          “sede”,

·          “rimessa”,

·          “stazionamento su suolo pubblico”,

·          “programmazione e controllo nel quadro di una visione integrata del trasporto pubblico non di linea con le altre modalità di trasporto”

Stabiliti e condivisi questi concetti poi si potrà, scrivere i principi regolatori attraverso una nuova formulazione sul punto della legge 21/92.

Solo dopo tale chiara individuazione, non interpretabile, di quei concetti  sarà possibile con responsabilità, ma con fermezza, al fine di evitare il ripetersi di situazioni difformi, giungere ad una riscrittura delle norme. Non abbiamo scelta e su questi temi dobbiamo dare, attraverso il lavoro del tavolo tecnico, il sostegno a questo punto convinto, autorevole ed indispensabile dei funzionari ministeriali, indicazioni e regole ad amministratori pubblici che in tutti questi anni hanno dimostrato almeno scarso interesse ma anche poca intelligenza, rispetto a questi temi. Questo è, e dovrà essere, il compito assegnato ai nostri rappresentanti. Intanto il governo ha deciso per la proroga al 31-12-09 della sospensione dell’efficacia del cd  “milleproroghe” art. 29 1-quater.

Questo è un provvedimento che ci danneggia almeno nella parte in cui si vuole una dilazione dei tempi per una possibile mediazione, come nemmeno velatamente si è suggerito da parte dei funzionari del ministero, con la nostra naturale controparte.

Non siamo noi che dobbiamo mediare attraverso scambi od offerte al ribasso.

Ci aspettiamo invece di sapere cosa si intende, da parte dei nostri interlocutori, quando si parla di regole, mercato e libertà d’impresa, nell’ambito di due attività che in quanto servizio pubblico di interesse generale godono  e subiscono le limitazioni proprie del carattere pubblico e dei fini sociali che l’esercizio di tali fattispecie di attività comporta nell’ambito di autorizzazioni rilasciate da istituzioni pubbliche che hanno tra i loro scopi e doveri la regolazione delle attività svolte sul proprio territorio ed a tale limite vincolate. Per tutte queste ragioni ma anche per sostanziarle con atti significativi non più differibili visto il dialogo tra sordi che si è instaurato ci troviamo costretti a proclamare, a partire dal 1 luglio, lo stato di agitazione della categoria, nell’attesa di conoscere l’esito definitivo dei lavori del Tavolo Tecnico Ministeriale.

Nel contempo si richiede su questi temi un incontro urgente con il sig. Ministro, il quale ha dimostrato sensibilità nel ricevere separatamente i colleghi del settore NCC ma altrettanta sensibilità non ha dimostrato nei nostri confronti in quanto mai siamo stati ascoltati su questi temi.

 

Alla luce dell’esito dell’incontro con il Ministro,  se sarà necessario, a sostegno di questi temi, verrà proclamata, nei tempi e nei modi previsti per legge, una manifestazione nazionale da tenersi presumibilmente a Roma ed in tutti gli altri luoghi del paese dove quotidianamente svolgiamo la nostra attività di servizio pubblico.

 

ROMA li, 26.06.2009

 

URITAXI – ATA CASARTIGIANI – CNA FITA – CONFARTIGIANATO – ATAPL CLAAI TAXI – CIISA – FIT CISL – UIL TRASPORTI – FEDERTAXI CISAL – FAST TAXITALIA- UNCI – UTI – URI–  ANCST/LEGACOOP – CONFCOOPERATIVE – SATAM